
Ultimo aggiornamento - giugno 2005
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La sezioni dell'AIS e il programma della sezione "Metodologia |
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Collana "Metodologia delle scienze umane" presso
l'editore FrancoAngeli
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Scuole Estive di Teoria e Metodologica Sociologica
e Corsi di Metodologia delle Scienze
Umane |
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Scuola
di Metodologia della Ricerca Sociale: organizzata
presso l'Università di Milano - Bicocca
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Associazione Italiana di Valutazione: sito dell'Associazione |
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Rassegna Italiana
di Valutazione |
La sezione Metodologia è la prima costituita all'interno dell'Associazione Italiana di Sociologia (AIS).
Art. 1 - E' costituita una Associazione culturale senza fini di lucro
denominata Associazione Italiana di Sociologia, con lo scopo di:
a) promuovere lo sviluppo degli studi sociologici in Italia;
b) promuovere gli interessi culturali e professionali dei suoi membri;
c) favorire la costituzione ed il coordinamento di strutture istituzionali necessarie
per la ricerca sociologica;
d) promuovere la formazione universitaria e post-universitaria degli studiosi
di discipline sociologiche;
e) incoraggiare l'incontro e la cooperazione tra questi studiosi, in particolare
con l'organizzazione periodica di convegni a carattere nazionale.
Art. 1 - Il Comitato direttivo dell'AlS, approvata la proposta di costituzione
della sezione, indice l'assemblea, per l'elezione degli organi, dando notizia
a tutti gli iscritti del termine utile per l'adesione, della data e del luogo
dell'assemblea costitutiva.
Il Comitato direttivo nomina il seggio elettorale composto da tre membri. La
sezione diventa operante dopo l'elezione degli organi direttivi.
Art. 2 - Sono membri della sezione tutti i soci che, in regola con il
versamento delle quote associative previste dallo statuto, ne facciano domanda
al Comitato direttivo dell'AlS prima dell'elezione degli organi della sezione
in occasione della sua costituzione, e al consiglio scientifico della sezione
stessa quando questa sarà divenuta operante.
La sezione dà immediata notizia alla segreteria dell'AlS delle nuove adesioni,
dell'elezione dei propri organi e delle iniziative che intende intraprendere,
riceve dalla segreteria AIS tutte le notizie necessarie al funzionamento della
sezione stessa.
Art. 3 - Sono organi della sezione: l'assemblea; il coordinatore; il segretario; il consiglio scientifico.
Art. 4 - L'assemblea è costituita da tutti i membri della sezione. Partecipano
con diritto di voto solo i membri che siano in regola con i versamenti delle
quote associative ed abbiano esercitato presso la segreteria dell'AIS l'opzione
per la sezione nella quale intendono esercitare il diritto di elettorato attivo
e passivo.
La quota di adesione è la stessa di tutti i soci della sezione indipendentemente
dall'esercizio dell'opzione necessaria per acquisire il diritto di voto.
Art. 5 - L'assemblea definisce le linee generali di attività della sezione; elegge tra i propri membri con voto limitato e segreto il coordinatore, il segretario e i cinque membri del consiglio scientifico.
Art. 6 - L'assemblea è convocata dal coordinatore almeno una volta l'anno.
Viene inoltre convocata su richiesta del consiglio scientifico o di un terzo
dei membri della sezione aventi diritto di voto.
Per l'elezione del consiglio scientifico ogni socio può esprimere una sola preferenza.
A parità di voti risulta eletto il socio più anziano d'età.
L'assemblea è validamente costituita quando è presente almeno un terzo dei soci
ordinari con diritto di voto e rappresentativi di tutte le categorie.
Art. 7 - Ai fini di un miglior coordinamento delle attività delle sezioni, il Presidente e il Vice-Presidente dell'AlS possono partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni delle sezioni.
Art. 8 - Il coordinatore rappresenta la sezione, convoca l'assemblea e il consiglio scientifico, stabilisce l'ordine del giorno, presiede i lavori. Dura in carica tre anni.
Art. 9 - Il segretario attua i deliberati della sezione, tiene gli elenchi dei soci. assicura le comunicazioni interne e quelle con la segreteria dell'AlS, amministra i fondi della sezione derivanti dalle contribuzioni dei soci e da eventuali proventi. Dura in carica tre anni.
Art. 10 - Il consiglio scientifico collabora con il coordinatore alla definizione dei programmi di attività scientifica e alla conduzione delle iniziative della sezione. Dura in carica tre anni.
Art. 11 - I soci delle sezioni possono ricorrere per motivi inerenti l'inosservanza di norme dello statuto o del presente regolamento al Presidente dell'AlS che investe delle questioni e delle relative decisioni il Comitato direttivo dell'associazione.
La conoscenza degli aspetti epistemologici, metodologici e strumentali della ricerca sociale costituisce certamente un fondamento che accomuna tutti coloro che si occupano della sociologia nelle sue varie articolazioni disciplinari.
Non v'è dubbio, peraltro, che la riflessione, lo studio e lo sviluppo di tale conoscenza abbia da sempre costituito un ambito specifico che si è concretizzato in insegnamenti universitari, in sezioni delle principali associazioni nazionali ed internazionali di sociologia, nonché in numerose riviste scientifiche specificamente dedicate a tali problemi.
La sezione di "Metodologia" dell'A.I.S. si propone quindi di contribuire allo sviluppo di tali studi, costituendosi come punto di riferimento per i sociologi italiani, per l'incontro e lo scambio con i colleghi degli altri paesi e delle altre discipline sociali.
Le aree di interesse della sezione comprendono:
a) le scelte epistemologiche della sociologia e delle altre scienze sociali;
b) la riflessione metodologica sulle modalità di costruzione dei concetti e
delle teorie nell'ambito delle varie articolazioni disciplinari della sociologia;
c) i metodi della ricerca sociologica nelle loro varie espressioni e specificazioni;
d) la strumentazione di raccolta, trattamento ed elaborazione dei dati;
e) i modelli statistico-matematici e logici per l'analisi dei dati.
Le attività che la sezione di "Metodologia" istituzionalmente si propone sono:
a) l'organizzazione periodica di convegni a carattere nazionale sulle varie
tematiche relative alle aree di interesse;
b) la promozione di seminari e workshop sia allo scopo di analizzare i più recenti
sviluppi delle tematiche metodologiche, sia allo scopo di costituire momenti
di confronto critico tra i membri sulla propria produzione scientifica;
c) la promozione di incontri congiunti con le altre sezioni dell'A.I.S. per
la riflessione metodologica sugli sviluppi dei vari campi di interesse sostantivo;
d) la promozione di attività di aggiornamento e formazione dei membri della
sezione, dei giovani studiosi e degli iscritti ai dottorati di ricerca in sociologia;
e) la promozione di scambi tra i docenti delle materie metodologiche al fine
di rendere più omogeneo l'insegnamento della disciplina nelle Università italiane;
f) la promozione di pubblicazioni, sia relative allo sviluppo della disciplina
sia orientate alle esigenze didattiche;
g) lo sviluppo dei collegamenti internazionali, sia con singoli studiosi, sia
con gruppi e istituzioni, cosi da consentire un più rapido scambio e diffusione
delle conoscenze;
h) l'attivazione di stretti collegamenti, anche sotto forma di convegni e seminari,
con gli studiosi italiani e stranieri che si occupano delle questioni metodologiche
relative alle altre scienze sociali.
La specificazione operativa di queste attività è demandata agli organi che saranno istituiti a norma dello statuto dell'A.I.S.
La sezione "Metodologia" cura la pubblicazione di una collana di volumi di "Metodologia delle scienze umane" presso l'Editore Franco Angeli di Milano.
Elenco dei volumi già pubblicati (ultima edizione):
Biorcio R., L'analisi dei gruppi, 1993.
Chiesi Antonio M., L'analisi dei reticoli, 1999.
Fideli R., La comparazione, 1998.
Gobo G., Le risposte e il loro contesto, Processi cognitivi e comunicativi
nelle interviste standardizzate, 2002.
Itzcovich O., L'uso del calcolatore in storiografia, 1993.
Losito G., L'analisi del contenuto nella ricerca sociale, 2003.
Marradi A., L'analisi monovariata, 2003.
Meraviglia C., Le reti neurali nella ricerca sociale, 2001.
Micheli G.A., Manfredi P., Correlazione e regressione, 1996.
Montesperelli P., L'intervista ermeneutica, 2002.
Ricolfi L, Tre variabili, Un'introduzione all'analisi multivariata, 2000.
Ruspini E., La ricerca longitudinale, 2004.
Zajczyk F., Fonti per le statistiche sociali, 2000.
Atti di convegni citati nella Memoria storica:
Ardigò A., Amendola G. (a cura di), Ricerca sociologica, informatica e società
italiana. Milano: Angeli, 1986.
Cipolla C., De Lillo A. (a cura di), Il sociologo e le sirene. La sfida dei
metodi qualitativi. Milano: Angeli, 1996.
Cipriani R., Bolasco S. (a cura di), Ricerca qualitativa e computer. Teorie,
metodi e applicazioni, Milano, Angeli, 1995.
Palumbo M. (a cura di), Classi, diseuguaglianze e povertà. Problemi di analisi.
Milano: Angeli; 1993.
Rositi F. La metodologia sociologica in Italia: una nota bibliografica,
in Gallino L. (a cura di), Percorsi della sociologia italiana, Milano,
Angeli, 1992: 361-379.
Melchior C. (a cura di ), La rappresentazione dei
soggetti collettivi, Forum, Udine, 2004.
A chiusura della prima giornata del convegno di Parma, si è tenuta una riunione del Consiglio Scientifico della Sezione allargata ai soci.
...
Tra le varie dell'o.d.g. della riunione, il Consiglio ha espresso parere unanime
sulle scorrette modalità di realizzazione dei sondaggi pre-elettorali e sull'uso
improprio che viene fatto dei relativi risultati. Ha dunque deciso di elaborare
su questi temi un intervento critico che, a nome della Sezione di metodologia,
segnalasse entrambi all'opinione pubblica, con il corredo di tutti gli argomenti
necessari.
Nel clima particolarmente acceso di questa campagna elettorale, l'ininterrotto susseguirsi di risultati - clamorosi quanto contraddittori - di sondaggi più o meno "scientifici", non solo contribuisce ad aumentare la confusione dell'elettorato, ma si presta anche a pericolose strumentalizzazioni. Quando infatti si presenta al pubblico dei non specialisti un prodotto che, in tempi normali, è letto e valutato da addetti ai lavori. è fortissimo il rischio di favorire letture erronee dei dati e di ingenerare equivoci.
I metodologi iscritti all'Associazione Italiana di sociologia che, per mestiere, si occupano di insegnare a fare indagini, ritengono doveroso intervenire nel dibattito per rendere note al più ampio numero possibile di persone alcune regole di base, spesso trascurate da chi in questi giorni è troppo occupato a vendere il proprio prodotto. Tali riflessioni vogliono costituire una sorta di "istruzioni per l'uso", che sarebbe opportuno tenere sempre sott'occhio quando si leggono o si valutano i risultati di un sondaggio.
1. Il campione rappresentativo di chi?
Dire che un campione è "rappresentativo della popolazione" è espressione
assolutamente generica. Occorre, infatti, conoscere quali caratteristiche della
popolazione (sesso, età, zone di residenza, ampiezza del comune e cosi via)
sono state tenute presenti nel costituire il cosiddetto "piano di campionamento".
E' infatti assai diversa la rappresentatività di un campione costruito sulla
divisione Nord, Centro, Sud da quella di un campione costruito su base regionale.
In altre parole occorre poter rispondere alla domanda: "Rappresentativo
rispetto a che cosa? A quali caratteristiche della popolazione italiana?".
Per valutare gli esiti di un sondaggio bisogna conoscere non solo il numero
di intervistati, ma anche i criteri con i quali sono stati scelti. E', inoltre,
buona regola indicare anche i1 cosiddetto errore di campionamento, vale a dire
l'intervallo entro il quale le percentuali di risposta possono oscillare.
2. E quelli che non vogliono farsi intervistare?
Nelle indagini di opinione è frequente il caso di coloro che, pur essendo stati
"estratti" nel campione, rifiutano l'intervista per i motivi più diversi
o che, più semplicemente, non vengono trovati in casa dall'intervistatore. In
media il numero di queste "cadute" tende a salire quanto più stretti
sono i tempi di esecuzione del sondaggio e può arrivare anche al 40-50% del
campione. La pratica in uso è quella di sostituire le cadute di intervista con
intervistati di riserva, come se il fatto di rifiutare o meno un'intervista
fosse una caratteristica distribuita a caso fra gli elettori. Conoscere il numero
di intervistati che sono irreperibili o rifiutano l'intervista è un altro elemento
importante per valutare i risultati di un sondaggio.
3. Questa è la risposta. Ma qual era la domanda?
Perché sia possibile valutare il significato di una risposta è indispensabile
conoscere non solo il testo della domanda, ma anche tutte le altre, eventuali
alternative di risposta proposte all'intervistato. Se ad esempio si vuole conoscere
quale fiducia riscuote tra l'elettorato l'uomo politico X, si può formulare
la domanda in diversi modi. Si può chiedere, ad esempio: "Ecco una lista
di uomini politici, X, Y, Z ... Me li ordini secondo il grado di fiducia che
le ispirano". Ma si può anche chiedere: "Per ciascuno di questi uomini
politici mi dica se lei ha molta, abbastanza, poca o nessuna fiducia".
Si può formulare la domanda secca, senza comparazioni con altri: "Quanta
fiducia lei ha in X?; oppure la domanda libera: "Mi indichi l'uomo politico
nel quale lei ha più fiducia". E' evidente che ognuna di queste formulazioni
porta a risultati notevolmente diversi tra loro.
4. Non fidarsi di una sola domanda.
Per valutare questioni complesse come le intenzioni di voto o la fiducia in
un candidato in uno schieramento, non ci si può basare sulle risposte ad una
sola domanda. Occorre compensare tra loro le tante fonti di distorsione dovute
a incomprensioni, stati d'animo momentanei, errori dovuti al caso. La teoria
delle probabilità suggerisce che queste fonti di disturbo si possono annullare
a vicenda solo se si prendono in considerazione più domande su uno stesso tema.
5. Che farne degli indecisi?
Nei sondaggi elettorali una questione di capitale importanza è il numero di
elettori che dichiarano di non avere ancora deciso per chi votare o che si rifiutano
di esprimere le proprie preferenze di voto. Se queste "non risposte"
vengono buttate via e - come troppo spesso si fa in questi giorni - si presentano
le percentuali di votanti per ciascun partito o coalizione solo considerando
quelli che hanno espresso una preferenza, si commette una grave scorrettezza.
Ciò significherebbe, infatti, immaginare che gli indecisi si comporteranno esattamente
come coloro che hanno già deciso. Conclusione che va contro ogni valutazione
politologica e di buon senso. Va, inoltre, detto che le grosse disparità tra
le diverse agenzie di sondaggi sul numero di indecisi sono, probabilmente, dovute
ai diversi modi di costruzione del campione e di formulazione delle domande.
Queste poche "istruzioni per l'uso" rendono evidente come sia quasi impossibile valutare la qualità dei sondaggi presentati in questi giorni. perché in genere ci si guarda bene dal fornire le informazioni necessarie. Sotto il velo delle "questioni tecniche troppo complesse per essere spiegate al grande pubblico", vengono nascoste informazioni essenziali alla corretta informazione dell'opinione pubblica. I sondaggi di opinione rischiano così di trasformarsi da utili elementi di conoscenza in strumenti di propaganda.
ultimo aggiornamento: giugno 2005
La Memoria storica è curata da Giovanni Delli Zotti
da un'idea e con la collaborazione di Alberto Marradi
Le informazioni sono state ricavate, oltre che dall'archivio personale del
curatore, da documentazione fornita da C. Cipolla, C. Lanzetti, A. Marradi e
M. Palumbo.
Le informazioni relative ad alcuni convegni sono state ricavate direttamente
dal programma e non sono state verificate "sul campo". In particolare
in questi casi sarebbe molto utile ricevere precisazioni sull'esatto svolgimento
dai lavori da chi li ha organizzati o vi ha partecipato. I soci dell'Ais sono
invitati ad inviare ulteriori informazioni ed anche i documenti originali (ad
es. i depliant dei convegni) per l'arricchimento dell'archivio documentario.
Per integrazioni o modifiche inviare una E-mail a: dellizottig@sp.units.it
Per l'invio di documenti o comunicazioni scritte al curatore di questa pagina:
Giovanni Delli Zotti
Università di Trieste, Dip. "Scienze dell'uomo", P.le Europa, 1, TRIESTE
tel. 040 - 5583281; fax. 040 - 569441